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La Sala Iraq - FAO

Nell'intimità silenziosa di un corridoio istituzionale, dove il linguaggio della diplomazia si intreccia con quello dell'arte, la Iraq Room della sede FAO delle Nazioni Unite a Roma si rivela come uno spazio in cui la parola scritta cessa di essere mero segno e diventa ornamento architettonico, identità visiva, poesia muta.

Questo straordinario intervento decorativo porta la firma di Amjed Rifaie, calligrafo e artista iracheno, commissionato dall'Ambasciata dell'Iraq a Roma per trasformare uno spazio istituzionale in un'opera d'arte vivente. A lui è stato affidato il compito di rappresentare l'anima di un'intera nazione attraverso il solo potere della scrittura. E Rifaie ha risposto con maestria, intrecciando tradizione calligrafica araba, sensibilità contemporanea e profondo rispetto per la pluralità culturale irachena.

Una colonna portante si trasforma in manifesto culturale. Sul suo fronte, tre declinazioni della stessa radice — العراق in alto, nella grazia sinuosa della calligrafia tradizionale; IRAQ al centro, in caratteri latini nitidi e decisi; عيراق in basso, in Curdo che sembra quasi un'eco colta della prima iscrizione — dialogano in verticale come tre voci di un coro antico.

Su una parete rivestita di marmo color miele, le lettere nere della scritta قاعة العراق — La Sala dell'Iraq — emergono come rilievo scultoreo. Il fondo venato evoca le antiche tavolette di argilla mesopotamiche, prime superfici scritte della storia umana. Non è un caso: l'Iraq è la terra di Sumer, la culla della scrittura stessa.

La Porta di Baghdad: la calligrafia araba si distende con fluidità quasi corsiva, i tratti orizzontali allungati come orizzonti sul Tigri.
La Porta di Baghdad anche in in curdo , include e onora la pluralità linguistica del Iraq, portando la voce delle sue montagne accanto a quella delle sue pianure alluvionali.

Queste scritte non decorano soltanto — testimoniano. In un edificio votato all'alimentazione mondiale e alla cooperazione tra i popoli, la calligrafia araba porta con sé millenni di civiltà: le biblioteche di Baghdad, i manoscritti abbasidi, i mercati della Via della Seta. Ogni lettera è un archivio.
Queste scritte hanno ricordato che una nazione non è solo una sigla su una targhetta istituzionale, ma è lingua, forma, memoria e bellezza.
Centro YogAyur

In una stanza luminosa nel cuore di Roma, dove il parquet antico riflette la luce di due finestre aperte sul mondo, una composizione calligrafica di Amjed Rifaie nata dalla collaborazione con l'artista Valentina Cocciolo veglia silenziosa sul praticante di yoga come un sole di inchiostro turchese.

La forma è quella del mandala, geometria sacra condivisa tra le tradizioni orientali: il cerchio senza inizio né fine, simbolo di completezza, di ciclo, di eterno ritorno. Ma qui il mandala è costruito interamente di parola — la parola di Jalāl al-Dīn Rūmī, il grande poeta mistico persiano del XIII secolo. C'è qualcosa di profondamente fisico nell'atto di dipingere direttamente sulla parete. Come il praticante di yoga che entra in una postura sapendo che il corpo non mente, il calligrafo affronta il muro bianco con la stessa onestà: ogni tratto è definitivo, ogni curva è una scelta .
Il Derviscio a Istanbul

Sulla parete di un salotto privato a Istanbul, città dove Oriente e Occidente si sfiorano da secoli, Amjed Rifaie ha evocato la figura archetipica del derviscio rotante attraverso il solo potere della calligrafia. Il corpo del sema — il mistico che gira su se stesso fino a dissolversi nell'Assoluto — non è disegnato con linee anatomiche, ma costruito interamente di parola: versi di Rūmī si addensano, si incurvano, si espandono a formare le braccia aperte, la gonna vorticante, la testa reclinata in estatica abbandono


Ogni murales è un’opera irripetibile, progettata su misura per il luogo che lo ospita. Non esistono copie identiche: ogni tratto è realizzato a mano, con attenzione ai dettagli e sensibilità artistica. Questo rende ogni creazione autentica, personale e profondamente connessa al contesto in cui nasce.
La Derviscia colorata



In un appartamento romano, tra le luci calde di una casa vissuta, la derviscia di Amjed Rifaie esplode sulla parete con tutta la gioia del colore — un'opera nata dalla collaborazione con l'artista Valentina Cocciolo.
Le opere vengono realizzate direttamente sulle pareti, interne ed esterne, con materiali di alta qualità, lavabili e resistenti nel tempo, che preservano l'intensità dei colori senza richiedere manutenzione complessa.
La Derviscia al Centro Culturale


In uno spazio culturale nel cuore di Roma, Amjed Rifaie e Valentina Cocciolo hanno tracciato insieme sulla parete la figura di una derviscia: presenza femminile e rara nella tradizione del sema. La scelta di una figura femminile è un atto poetico : un omaggio alla dimensione mistica e universale del sufismo, oltre ogni confine di genere.
YogAyur — lo Spazio



In un palazzo storico romano, Amjed Rifaie e Valentina Cocciolo hanno trasformato l'intera identità visiva del centro YogAyur — yoga, hammam e bistrot — in un sistema decorativo dipinto direttamente sulle pareti. All'esterno, il portone è incorniciato da una fascia terracotta dove arabeschi bianchi si intrecciano in volute sinuose e geometrie islamiche, mentre le parole YOGA, BISTROT e HAMMAM emergono dal decoro come iscrizioni su un manoscritto antico.

All'interno, sulle pareti chiare , una scrittura corsiva moderna traccia con mano sicura "Nourish your Soul" — nutri la tua anima — un invito sospeso sopra banconi e fiori secchi come una benedizione laica. Persino la segnaletica — frecce, indicazioni, il sussurrato "ring off, talk soft" — viene trattata con la stessa cura di un verso poetico. Il risultato è uno spazio dove ogni parola dipinta sul muro è al tempo stesso guida pratica e dichiarazione di valori: benessere, silenzio, bellezza condivisa.
Ganesh — Ostia



In un appartamento privato ad Ostia, a due passi dal mare, Amjed Rifaie e Valentina Cocciolo hanno dato vita a un prodigio visivo: la figura di Ganesh — divinità hindu della saggezza e rimuovitore degli ostacoli — costruita interamente di calligrafia araba, senza che una sola linea anatomica venga tracciata. La proboscide, le orecchie ampie, la corona, il corpo benedicente: tutto nasce da lettere che si curvano e si intrecciano seguendo la logica del segno calligrafico.
La Scrittura Collettiva — Napoli

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In un centro giovanile di Napoli, Amjed Rifaie ha trasformato un laboratorio culturale in un atto corale: insieme a un gruppo di giovani ha creato un grande fregio calligrafico arabo direttamente sul muro. La scrittura, quel giorno a Napoli, è diventata esperienza collettiva — un modo per toccare un'altra cultura, letteralmente, con le dita..
Sulla parete dell’Ambasciata dell’Iraq a Roma campeggia una suggestiva mappa del Paese interamente realizzata con calligrafia araba che riproduce il testo dell’Inno Nazionale iracheno. Le lettere eleganti e fluide disegnano confini, fiumi e città, trasformando le parole patriottiche in un’opera potente che unisce tradizione araba e arte contemporanea, simbolo di identità e orgoglio nazionale.

Un murales calligrafico non è solo decorazione, ma trasformazione dello spazio. Che si tratti di una casa, un ufficio, un centro culturale o commerciale, questa forma d’arte dona personalità, eleganza e profondità. Le pareti smettono di essere semplici superfici e diventano protagoniste dell’ambiente.

Se desideri rendere unico il tuo spazio, questa è l’occasione perfetta per farlo. Un murales personalizzato può raccontare la tua storia, i tuoi valori o semplicemente esprimere bellezza. Contattami per progettare insieme un’opera che dia vita alle tue pareti e trasformi il tuo ambiente in qualcosa di davvero speciale.