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Il Grido che
Diventa Lettera
con
Maria Trunfio
Coreografia di
Caterina Lupita Felicioni
Musica: Hania Rani — Scream
Danza: Contemporanea
Nerone Magazine Event - Roma
19 ottobre 2024
Scream di Hania Rani è un paradosso musicale: un pianoforte che urla sottovoce, che trema con una violenza trattenuta, che dice tutto restando appena udibile. Su questa musica che è già preghiera e già ferita, Caterina Lupita Felicioni ha costruito per Maria Trunfio una coreografia che è architettura dell’anima — ogni gesto calcolato con la precisione di chi sa che il corpo umano, quando si muove davvero, non mente mai.
Amjed Rifaie è entrato in questo edificio di carne e ha preso il pennello come chi varca la soglia di un tempio: con rispetto, con consapevolezza del sacro.
Il corpo di Maria, quella sera in un centro anziani di Roma — un luogo quotidiano, ordinario, lontano dai teatri ufficiali — è diventato il luogo più prezioso della città. Perché è nel corpo che abita tutto ciò che siamo: i dolori che non abbiamo ancora pianto, le gioie che non abbiamo ancora capito, il tempo che passa e ci trasforma senza chiedere permesso. Le lettere arabe che Amjed ha tracciato sulla sua pelle non erano decorazione: erano riconoscimento. Erano la scrittura che si inginocchia davanti alla complessità umana e dice: sei abbastanza grande per contenere questo verso antico. Calligrafo e danzatrice si sono dissolti l’uno nell’altra fino a diventare un solo atto di presenza — un linguaggio che non serviva né italiano né arabo per essere compreso da chi guardava in silenzio.